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Isolamento acustico
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Isolamento acustico

ISOLAMENTO ACUSTICO

Bisogna innanzi tutto distinguere tra isolamento e trattamento acustico di
un ambiente.

Il primo, lo dice la parola stessa, isola l'ambiente da rumori indesiderati
provenienti dall'esterno ed impedisce a quelli prodotti all'interno di
uscire; il secondo crea un'acustica adatta a sentire la musica con un
equilibrio più corretto.

Il suono è un'energia che ...

che si trasmette attraverso le molecole d'aria, le
quali colpiscono degli ostacoli che a seconda della resistenza che oppongono
impediscono, più o meno, la propagazione dello stesso. Una delle cose più
importanti per isolare un ambiente e la massa dell'ostacolo che le onde
sonore incontrano lungo il loro cammino.

 La soluzione più adottata e di maggior efficacia è quella di costruire una
scatola nella scatola. La nostra stanza è la struttura nella quale viene
costruita una scatola, ad una distanza di almeno 10/20 cm dalle pareti
perimetrali, con materiale a grande densità quale il cartongesso. Nell'intercapedine
formatasi tra mura e struttura viene posta della lana di vetro.

Da tenere bene in considerazione sono le giunture, che devono essere
stuccate con attenzione, in modo da non lasciare buchi acustici, i quali
potrebbero compromettere seriamente tutto il lavoro. Molta attenzione va
posta anche ai collegamenti della struttura alle mura perimetrali. Le due
parti devono essere, tra di loro, disaccoppiate meccanicamente in modo da
impedire i ponti acustici cioè la trasmissione dell'energia sonora
attraverso le strutture stesse. Questo si ottiene frapponendo del materiale
gommoso (poliuretano espanso, neoprene o altro) fra tutti gli ancoraggi
della scatola alla struttura esistente.



La scatola dovrebbe essere appoggiata su di un pavimento galleggiante in
modo da non trasmettere le vibrazioni sonore al pavimento della stanza. Il
pavimento galleggiante, o flottante, può essere costruito con costosi e
sofisticati sistemi, usati negli studi di registrazione professionali, ma
anche, in modo meno complesso e con una spesa contenuta, ottenendo dei
risultati soddisfacenti.
Il soffitto può essere trattato con un normale controsoffitto, sempre in
cartongesso, appeso con degli appositi ganci elastici sul solaio superiore
lasciando un'intercapedine di almeno 20/30 cm riempita di lana di vetro,
ancorato alla struttura perimetrale di cartongesso,.

Dobbiamo porre la stessa attenzione anche agli infissi, porte e finestre che
andranno sdoppiate ovvero una per le mura originali e l'altra per la scatola
di cartongesso trattate con guarnizioni di gomma e vetri doppi.

A questo punto avremo eliminato, almeno in parte, il problema di
trasmissione dell'energia sonora attraverso le pareti, soffitto e pavimento
della nostra stanza. Ora la nostra attenzione si pone sul trattamento
acustico interno. Il problema più grosso è quello che riguarda le basse
frequenze (dai 250/200 Hz in giù), e in questo caso, a meno che non si abbia
a disposizione un budget considerevole, non ci sono trattamenti molto
efficaci. Per ciò che riguarda invece le frequenze medie e medio alte il
problema è risolvibile usando i materiali in commercio quali i pannelli
sagomati in poliuretano espanso a cellule aperte (piramidi) di varie misure,
ognuno con delle specifiche (di solito fornite dal costruttore) adatte ad
assorbire determinate frequenze.

Per evitare la possibile formazione di onde stazionarie le pareti possono
essere inclinate, rispetto alla pianta della stanza, in modo che nessuna di
esse risulti parallela all'altra. Un altro accorgimento potrebbe essere
quello di arrotondare tutti gli angoli della stanza in modo da variare l'anglo
delle riflessioni sonore. Un consiglio, anche se un po' empirico, e quello
di rendere le pareti interne meno regolari possibile, trattarle in pratica,
con materiali di forma e sostanza differenti, facendo delle prove fino ad
ottenere un risultato soddisfacente.



Buon lavoro e... "occhio all'orecchio"